TERREMOTI:
SICUREZZA E PREVENZIONE
di Claudio Mini
Il
fenomeno dei terremoti non è nuovo in Italia: vediamo come il
panorama sismico italiano sia costellato di migliaia di fenomeni che
hanno interessato soprattutto le regioni centro-meridionali, la
Sicilia e in generale le regioni appenniniche (con qualche altra
eccezione, come in Friuli).
Rispetto al passato, oggi c'è una
maggior sensibilizzazione sull'argomento: vediamo come si sia passati
da vere e proprie carneficine (come nel caso del terremoto di
Messina del 1908, dove persero la vita circa un centinaio di
migliaia di persone nella città siciliana e nelle zone limitrofe,
poi classificato come uno dei fenomeni sismici più disastrosi in
Italia) a fenomeni più “attenuati”, ma sempre ingenti.
Grazie
a nuove scoperte scientifiche e molteplici studi nel campo
dell'edilizia, a partire dagli anni settanta del ventesimo
secolo sono stati brevettati i cosiddetti “isolatori sismici”,
dispositivi che permettono agli edifici di ridurre e dissipare
l'energia a cui è sottoposta una data struttura (come ad esempio un
ponte o un viadotto, primi soggetti su cui è stato applicato questo
nuovo sistema). Gli isolatori sismici sono costituiti da
apparecchiature di appoggio in neoprene armato (un tipo di gomma
sintetica) o in acciaio-teflon (polimero appartenente ai PFC) oppure
di dispositivi oleodinamici (che permettono di “assorbire”
l'energia dell'impatto e trasformarla sotto forma di calore, sono
solitamente applicati nei pistoni dei macchinari o nei veicoli). In
generale vengono applicati in vari punti della struttura: non solo le
fondamenta ma anche nelle colonne portanti o nei punti dove vi è
una maggiore tensione. L'applicazione degli isolatori sismici
permette alla struttura interessata di acquisire proprietà elastiche
che prima non aveva e a renderla più resistente a forti sismi e a
molti altri fenomeni naturali come gli uragani.
Oltre
agli isolatori sismici, vi sono altri metodi per permettere alla
struttura di reggere ai vari fenomeni sismici: per esempio la
precom-pressione o pre-stressing, che mediante l'utilizzo dei
cosiddetti “earthquake bolts” (o “bulloni da terremoto”)
permette a un edificio di “tenersi in piedi” anche dopo una serie
di scosse mediante la semplice applicazione di strutture d'acciaio
attaccate alle zone interessate e fragili. Altro sistema è l'impiego
di strutture esterne in cemento armato o acciaio che, nonostante
siano ingombranti e non molto belle a vedersi, aiutano l'integrità
della struttura e, se applicate sospensioni idrauliche o “molle”,
l'elasticità.
Infine
il metodo che si ritiene il più efficace è direttamente la
costruzione di case antisismiche che evitano il problema
dell'isolamento e, nonostante costino in media il 30% in più di una
casa “normale”, sono richieste secondo le normative in certi
punti della penisola a seconda della pericolosità sismica.
Dopotutto, prevenire è meglio che curare.
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